La Valle d’Itria in Puglia è forse la Puglia più autentica. Con i muretti bassi a secco, gli ulivi ovunque e i trulli sparsi per la campagna. Perché sì, se si pensa a cosa vedere in Valle d’Itria, la prima cosa che viene in mente sono i trulli. Costruzioni particolari che di certo hanno un fascino unico.
Ma al di là dei trulli e di Alberobello, che resta forse la località più famosa da inserire in un itinerario in Valle d’Itria, se vi dicessi che il mio paese preferito è un altro? Forse perché ad Alberobello c’ero già stata e sapevo cosa aspettarmi. O forse, semplicemente, perché quando si creano situazioni particolarmente favorevoli (leggasi poca gente intorno e le viuzze quasi in esclusiva) il ricordo è ancora più piacevole.
Raccontando i borghi della Valle d’Itria saranno due gli aggettivi più ricorrenti, vi avviso: instagrammabile e bianco. Per il primo cercherò di contenermi il più possibile. Quanto al secondo, è impossibile scindere il bianco dalla Valle d’Itria.
Perché tutti i borghi della Valle d’Itria sono bianchi? C’è una motivazione logica, molto pratica. In Valle d’Itria c’è calce in abbondanza. Quindi, com’è logico, questo era il materiale prescelto. Che conferiva anche luminosità nei vicoli bui e stretti. C’è poi una motivazione difensiva, legata sempre alla luminosità. Il bianco unito al sole acceca. La luminosità degli edifici poteva abbagliare i nemici pronti ad attaccare, dando ai villici un minimo vantaggio. E per finire non manca la motivazione igienica. Per contrastare la peste e altre malattie infettive, nel XVII secolo venne ordinato di dipingere le case con la calce per evitare contagi.
Veniamo ora ai borghi della Valle d’Itria in Puglia. Tutti estremamente…. instagrammabili e bianchi. Vi avevo avvertito.
Gli argomenti del post
Come tutti i territori che non hanno confini netti, la Valle d’Itria si estende tra tre province: Bari, Brindisi e Taranto. Se googlate “mappa della Valle d’Itria”, vi accorgerete che è un territorio che se ne sta proprio nel mezzo. Noi abbiamo soggiornato in aperta campagna, in un trullo a qualche chilometro da Ceglie Messapica, raggiungibile con un lungo sterrato. Una zona bellissima ma decisamente fuori mano.
La Valle d’Itria è la scelta ideale se volete stare lontani dal caos, ma dovete sapere che comunque vi servirà un’auto per spostarvi e che non alloggerete esattamente fronte mare. La Valle d’Itria è campagna. Poi sai che c’è anche il mare a poca distanza. Ma è campagna. Con il giallo dei campi che si mescola al verde degli ulivi. E il bianco che domina ovunque. Dai borghi ai trulli. Un paesaggio a mio avviso meraviglioso.
Inizio dal paese che mi è piaciuto di più. Innanzi tutto, lo scorcio di Locorotondo dalla strada è meraviglioso. Con tutti gli ulivi a contornarlo. Se in ogni viaggio che si rispetti c’è il momento epico, quello in cui capisci il senso di essere arrivata fin lì, io quell’istante l’ho vissuto proprio osservando lo “skyline” di Locorotondo dalla strada.
Il centro storico è tutto bianco, con vicoli stretti, scalinate impreziosite da fiori che si prestano a essere fotografate. Localini a ogni angolo e le tipiche case, le cummerse, con tetto spiovente. Sono costruzioni molto antiche, il cui scopo era far defluire l’acqua piovana che poteva così essere raccolta.
Locorotondo si trova a circa 400 metri di altitudine, dalla terrazza panoramica godrete della vista sulla campagna circostante. Il momento ideale per approdare a Locorotondo dicono sia la sera. Noi ci siamo arrivati verso le 11 del mattino, il borgo era quasi deserto, le stradine tutte per noi. La condizione ideale.
Vi lascio un indirizzo prezioso per dove mangiare a Locorotondo. A un certo punto bambini e ragazzi avevano fame ma molti locali erano chiusi. Abbiamo chiesto a un paio di signore di passaggio e ci hanno indicato la rosticceria Poldo. Se l’estetica del locale vi catapulta dritti dritti agli anni ’70, il cibo è ottimo. Con qualche tavolo all’interno se volete mangiare sul posto. Consigliatissimo.
Di Alberobello non si può certo non parlare quando si scrive un articolo su cosa vedere in Valle d’Itria. Alberobello merita un risveglio mattutino abbastanza anticipato. Cercate di essere sul posto presto, massimo entro le 9, se volete avere l’illusione di avere il borgo più o meno tutto per voi. Perché per quanto mi riguarda il leit motiv della vacanza è stato questo. Evitare la ressa a ogni costo.
Alberobello è il paese dei trulli. Nel senso che troverete tantissimi trulli disseminati ovunque nelle campagne della Valle d’Itria, ma la concentrazione di trulli che vedrete qui è altissima. Se un tempo i trulli erano concepiti come ricovero per animali o abitazioni per contadini, ad Alberobello la vocazione del trullo è totalmente cambiata. Qui ci sono strutture rimesse totalmente a nuovo, per consentire ai turisti di dormire in un trullo e vivere un’esperienza unica.
Ovunque ci sono angoli dove scattare foto instagrammabili, cespugli immensi di bouganville che creano un bellissimo contrasto cromatico con il bianco. Che qui, come in tutti gli altri borghi della Valle d’Itria, la fa da protagonista.
Abbiamo gustato un ottimo latte di mandorla sul tetto di un trullo praticamente in orario colazione e ci siamo persi tra le viuzze senza meta.
Per godere di una perfetta visuale sui trulli, dovete andare dalla parte opposta, nel Rione Monti che mi sa tanto di Roma, salendo la scalinata super instagrammabile e giungendo alla Balconata di Santa Lucia.
Nell’estate 2021 Cisternino era disseminata di altalene dove scattare foto instagrammabili. Ho già ripetuto il termine instagrammabile 4 volte all’interno di questo articolo, giuro che la smetto. Ma a volte questo è l’unico aggettivo che rende l’idea quando si parla di installazioni suggestive, posizionate in punti strategici per catturare l’attenzione del turista.
Al di là delle altalene che non so se saranno d’ora in avanti una costante, Cisternino è uno dei borghi più belli d’Italia. Questo è il vero motivo per visitarlo.
Se siete vegetariani non leggete questo paragrafo. Cisternino è famosa per le sue bombette di carne. Fermarsi a pranzo (tutti lo consigliano a cena, ma era già pieno a metà giornata, non oso pensare dal tramonto in poi) in uno dei tanti fornelli, i locali macelleria con cucina, è un’esperienza da fare a Cisternino. Noi abbiamo pranzato al Vecchio Fornello e ci siamo trovati benissimo. Calcolate che i piatti sono davvero abbondanti.
Una curiosità: a Cisternino c’è l’unico ristorante tematizzato natalizio d’Italia. Dove Natale è tutto l’anno.
Per il resto girovagate a zonzo, lasciatevi suggestionare dal bianco ovunque.
Ceglie Messapica invece l’abbiamo visitata al tramonto. Essendo il borgo della Valle d’Itria più vicino al nostro trullo, era il nostro riferimento per le rare sere in cui abbiamo mangiato fuori. Abbiamo gustato la pizza in uno scenario unico, sulla terrazza panoramica adornata di lucine, con il venticello che ha quasi richiesto una felpa. Quasi. Insomma la perfezione.
Ceglie Messapica è considerata città d’arte e terra di gastronomia, è quindi meta particolarmente indicata per gli amanti di itinerari enogastronomici. Anche in questo caso, il borgo è caratterizzato da tanto bianco.
Scalinate, piazzette, vicoli che invitano alla sosta. Stessa modalità di visita, a zonzo dove più vi ispira.
Ostuni è oggettivamente splendida. La chiamano la città bianca e il motivo è evidente. Il bianco è ovunque. Il bianco c’è anche in tutti gli altri borghi della Valle d’Itria ma, essendo Ostuni molto più grande, l’effetto è ancora più sorprendente.
Esiste qualcuno che non abbia fotografato questa porta a Ostuni?
Ostuni se ne sta su un cucuzzolo, vicinissima al mare, verso cui lo sguardo si protende. Accanto a tanta poesia, Ostuni è chiaramente piena di gente. Ci siamo approdati nel pomeriggio, sfidando il caldo, proprio per avere meno gente intorno. Inutile dire che è servito a poco, non credo ci sia un orario migliore per visitare Ostuni, se non forse l’alba. All’orario di cena, abbiamo preso dei panzerotti in un forno e abbiamo mangiato in un parco, non osando nemmeno avvicinarci ai locali, già pieni di gente.
Detto questo, a Ostuni non si può non andare. E poi, come per Venezia tanto per fare un esempio celebre, a volte basta davvero uscire dai vicoli più frequentati, per ritrovarsi in viuzze sperdute e semi-deserte.
Imperdibile il colpo d’occhio sul borgo e sulla Cattedrale (da visitare). E anche in questo caso, girate a zonzo su e giù per viuzze, passando sotto archi caratteristici, fermandovi davanti a porte speciali.
Purtroppo siamo rimasti in Valle d’Itria solo una settimana, sette giorni in cui abbiamo cercato di conciliare la visita ai borghi più belli (avremmo voluto vedere anche Martina Franca ma non ce l’abbiamo fatta), le giornate in spiaggia e un’escursione in barca spettacolare che difficilmente dimenticheremo.
Il faro del porto di Monopoli
Tra le località che abbiamo visitato al di fuori dei confini geografici della Valle d’Itria, non può mancare Polignano a Mare. Il paese di Domenico Modugno è un gioiellino, pieno di negozietti e locali particolari. La vista dall’alto sulla caletta di Lama Monachile è uno degli scorci più fotografati della Puglia.
Ma chiaramente bisogna venirci fuori stagione per catturare al meglio l’anima di questo borgo. Da non perdere il caffè speciale al Super Margo del Gelo Mario Campanella.
Sapendo che a Polignano saremmo stati sommersi dalla gente, abbiamo deciso di ammirare il borgo adagiato sullo sperone roccioso dal mare. Ci siamo quindi concessi un’escursione in catamarano con partenza da Monopoli. E a Monopoli bisogna proprio passarci. Qui ci sono scorci bellissimi, quello sul porto è davvero da cartolina.
Bellissima anche Bari, che avevo già avuto modo di visitare tanti anni fa. Bari vecchia è stupenda. Mi hanno detto che anche Taranto è molto bella, ma qui non ci sono mai stata. Toccherà ritornare.
Dalla Puglia ci siamo poi spinti in Basilicata, per visitare la meravigliosa Matera con una visita guidata speciale.
Se potete dedicate alla Valle d’Itria in Puglia molto più tempo. Approfittate della posizione centrale per spingervi a destra e sinistra, in base a come spira il vento. Letteralmente. Macinerete tanti chilometri, ma avrete uno spaccato completo del meraviglioso paesaggio della campagna pugliese. E se andate in Puglia in macchina partendo dal Nord Italia, ecco un articolo utile con le tappe nel mezzo.
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Grazie mille per i tuoi consigli Letizia.
Ne ho fatto tesoro e li usati per organizzare la nostra visita nella bellissima Valle d'Itria.
Ma grazie Cristina, gentilissima. Mi fa tanto piacere.
Un abbraccio