Le Seven Sisters in giornata dall’Italia non sono un itinerario molto comune, eppure tra tutte le mie fughe in giornata in UK degli ultimi due anni, questa è stata decisamente la più semplice dal punto di vista organizzativo (e anche la più economica).
Ecco quindi una mini-guida per visitare le Seven Sisters Cliffs, i parcheggi gratuiti lungo il percorso, quelli a pagamento, dove mangiare e dove dormire (o meglio dove sogno di dormire).
Ma prima di tutto….
Gli argomenti del post
Letteralmente Seven Sisters significa Sette Sorelle, sono le sette “colline” di gesso che si stagliano lungo la costa meridionale dell’East Sussex, in Inghilterra. Sono all’interno di un parco nazionale, il South Downs National Park. Sette Sorelle per me è un rimando immediato alla bellissima saga di Lucinda Riley che a sua volta è un richiamo alle Pleiadi.
Non c’è una versione definitiva sull’origine di Seven Sisters come appellativo per queste spettacolari scogliere che si affacciano sulla manica, c’è chi dice che il riferimento è alle sette figlie di un contadino annegate in mare chi a sette suore.
Al di là di quale sia la possibile spiegazione per questo nome curioso, le Seven Sisters (da Seaford verso Eastbourne: Haven Brow, Short Brow, Rough Brow, Brass Point, Flagstaff Point, Flat Hill e Baily’s Hill) stanno diventando praticamente otto, con l’aggiunta di Went Hill Brow, creatasi a causa delle continue erosioni.
Le erosioni non sono da prendere alla leggera. Ovunque c’è scritto di lasciare almeno cinque metri di distanza tra le scogliere e il bordo. Il gesso può crollare da un momento all’atro. Eppure vedrete tantissime persone fottersene in nome di uno scatto.
Rappresentano uno degli scenari più suggestivi del Regno Unito. Tanto da essere immortalate in diversi film, compreso Harry Potter e Il Calice di fuoco, perché tanto lui è sempre presente.
Ma veniamo ora ai dettagli pratici che vi possono essere utili sia se, come noi, arrivate alle Seven Sisters dall’Italia in giornata sia se siete a Londra e volete concedervi una gita fuori porta a effetto wow.
Per poter organizzare una giornata alle Seven Sisters dall’Italia servono due ingredienti fondamentali: un volo che parta la mattina presto (intorno alle 7) e riparta la sera tardi (intorno alle 20) e l’arrivo all’aeroporto di Gatwick, l’aeroporto londinese più vicino alle Seven Sisters.
Se come me volate da Milano, le mie fughe in giornata sono praticamente sempre con voli Easyjet da Malpensa. Ma anche WizzAir ha buone combinazioni di orario, sempre su Gatwick. Da casa mia l’aeroporto di Malpensa dista un’ora, Orio e Linate sarebbero molto più comodi. Ma raramente si trovano buone combinazioni. Inoltre Ryan Air atterra a Stansted, aeroporto che si trova da tutt’altra parte della città (ma che ci è risultato molto utile per la fuga in giornata a Sandringham).
Gatwick dista dalle Seven Sisters un’ora d’auto circa (anche se volendo potete andarci in treno). In settimana si trovano ottimi prezzi per i voli (nel nostro caso 48 euro andata e ritorno).
Noleggiate un’auto (noi l’abbiamo noleggiata con Discovercars a un costo di circa 85 euro per tutta la giornata, da dividere per quattro, quindi poco più di 20 euro a testa), prendete un attimo pratica con la guida a sinistra e partite. Se il volo è in orario e atterrate a Londra intorno alle 8, vi troverete alle Seven Sisters verso le 9.30-10, a seconda della fila alla dogana e al punto noleggi.
Per non perdere tempo a Gatwick, fate colazione a Malpensa o portatevi qualche snack da sgranocchiare in auto. Ricordate che dal 12 aprile 2025 non si possono più introdurre alimenti di origine animale nel Regno Unito. Quindi no panini al prosciutto ma nemmeno biscotti con la crema o snack di parmigiano, per intenderci. Sì a cracker, grissini, biscotti secchi ecc…
Suggerimento: il noleggio auto è al Terminal North di Gatwick, facilmente raggiungibile dal Terminal South (dove arrivano i voli Easyjet) con lo shuttle gratuito. Chiedete però di poter riconsegnare l’auto al Terminal South, sarete più comodi per riprendere il volo. Vi daranno un codice per aprire la sbarra.
Tenete monitorato il traffico e ripartite dalle Seven Sisters quattro ore prima rispetto al vostro volo se volete essere sicure e se viaggiate in periodi di alta stagione, quando ai controlli c’è molta più gente. Noi avevamo il volo alle 20.10, siamo ripartite alle 16.15, dopo un ottimo cream tea.
Come prima tappa non volevamo perderci LA vista, quella con i Coastguard Cottages e le Seven Sisters sullo sfondo.
Per arrivarci, imboccate la strada per Seaford. Il parcheggio di riferimento che dovete raggiungere è South Hill Car Park. Da qui i Coastguard Cottages distano una decina di minuti a piedi. In più il parcheggio è gratuito, che non guasta. Troverete inoltre un piccolo café ambulante dove rifocillarvi (del resto sarete svegli dalle 4).
Dopo aver fatto mille foto ai famosi cottage immortalati in diversi film, tra cui ovviamente – lui c’è sempre – Harry Potter e Il Calice di fuoco e una serie che stavano girando proprio mentre eravamo lì (non posso scriverla pubblicamente ci hanno chiesto di mantenere il segreto, ma se siete curiosi scrivetemi e ve lo dico in privato), scendete alla spiaggia di Cuckmere Haven.
Qui vedrete il fiume che si snoda a mo’ di serpente. Se volete fare l’itinerario completo da stazione a stazione e volete risparmiare 4 km circa, dovrete guadarlo. Non sempre le condizioni lo consentono. Siate sempre prudenti.
Siamo poi risalite verso il parcheggio facendo tutto il giro ad anello (South Hill Barn Loop) e arrivando al point of view da cui si gode la vista completa su tutte le Seven Sisters. Il giro ad anello è lungo 1,7 miglia (poco più di 2,5 km) e ci vuole un’oretta circa a percorrerlo tutto.
Una volta tornate alla macchina ci siamo dirette verso l’altro parcheggio, quello del Seven Sisters Country Park Visitor Center. Questo parcheggio è a pagamento. Trovate un grande centro visitatori, oltre alla fermata dell’autobus che dovete tenere a mente, nel caso voleste lasciare qui l’auto per percorrere il sentiero fino alle scogliere.
Dal grosso parcheggio, abbiamo deciso di proseguire ancora un pochino in auto per arrivare al pittoresco villaggio di East Dean e fermarci al famosissimo pub Tigers Inn (viste le previsioni di sole pieno abbiamo preferito gustarci un panino in spiaggia, ma ci siamo comunque fermate un attimo al pub, molto carino con i tavoli all’aperto durante la bella stagione). Volendo potete lasciare qui l’auto e proseguire a piedi verso le scogliere e Birling Gap (circa mezz’ora di cammino, il parcheggio è gratuito). Grazie a Elena di My Scratch Map (se non la seguite, fatelo. Lei è delle mie parti ma si è trasferita a Londra da qualche anno), ho scoperto che a East Dean c’è una chicca per gli amanti di Sherlock Holmes: la casa in cui il celebre detective si è ritirato una volta in pensione. Ecco, lo farei volentieri anch’io. Elementare, Watson.
Abbiamo proseguito in auto verso il parcheggio a pagamento di Birling Gap (quello più grande e affollato) dove siamo arrivate circa a mezzogiorno. Abbiamo preso un panino da asporto al cafè e siamo scese dalle scalette di ferro che ci hanno condotte in spiaggia. Controllate ovviamente l’orario delle maree che è affisso alle scale. Pranzo veloce, pucciata di piedi d’obbligo prima di infilare di nuovo le scarpe e rimetterci a camminare. Da qui abbiamo percorso le scogliere in lungo e in largo, fermandoci nei punti più panoramici e facendo mille foto. Ci siamo spinte fino a Beachy Head, il punto forse più scenografico dell’intero percorso e quello finale del nostro trekking.
Dormire nel faro di Belle Tout è il mio sogno da tanti anni, rimasto a lungo off limits perché con i figli piccoli non si può soggiornare (solo over 18). Adesso che i figli sono grandi, mica ce li porto, ci vado io!
Il faro è entrato in funzione l’11 ottobre 1834 (ricordo la data perché è il compleanno di mio marito e tutte le volte che ho detto “qui ci dobbiamo andare” ho tentato di convincerlo dicendo che la data era un segno del destino). Nel 1999 è stato spostato di una ventina di metri più indietro perché la posizione a picco sulla scogliera di gesso non era considerata sicura, a causa delle erosioni.
Il luogo è davvero scenografico e una di quelle esperienze da fare se si vuole dormire in un faro. Io un paio di notti qui ce le vedrei benissimo.
Il sentiero passa dal cortile del faro, dove troverete un piccolo cafè (non sempre aperto).
Faro bianco e rosso, mare azzurrissimo (col sole, ovvio), panorama da cartolina, questo è sicuramente un altro punto da non perdere.
Il faro sembra minuscolo, invece è alto più di 40 metri. Per avere un’idea delle reali proporzioni, dovreste organizzare un trekking per scendere proprio fino al faro stesso. Trekking che solo a leggere il racconto di chi l’ha percorso a me fa venire l’ansia, i tempi sono molto stretti per le maree e bisogna stare molto attenti e distanti dalle pareti di gesso. La distanza consigliata è 10 metri perché possono improvvisamente staccarsi dei pezzi. Ecco, io lascio perdere in partenza.
Direi che è già talmente spettacolare così che potete ritenervi soddisfatti di ammirarlo dall’alto. Da Birling Gap al punto da cui ammirare il faro calcolate circa 45 minuti cammino. Il sentiero non è difficile ma si tratta comunque di un saliscendi.
Per poter organizzare l’escursione alle Seven Sisters in giornata dall’Italia senza ansie e stress da orari noi abbiamo scelto di noleggiare l’auto. Se però guidare in UK è per voi un problema e volete usare unicamente i mezzi pubblici, potete prendere il treno da Gatwick e arrivare a Seaford (con cambio a Lewes dove avrete solo quattro minuti) oppure a Eastbourne (diretto senza cambi). Ci sono diversi treni, non avrete problemi di orari.
L’intero trekking da stazione a stazione è lungo 21 km e richiede circa 6 di cammino. Dovendo ripartire al massimo alle 16 per riprendere il volo per l’Italia a mio avviso non è fattibile in giornata dall’Italia. Il discorso è diverso se la vostra è un’escursione alle Seven Sisters in giornata da Londra e potete prendere un treno anche verso le 19. Avrete tutto il tempo per godervi il percorso senza stress.
Usando i mezzi pubblici e venendo dall’Italia, potete arrivare alla stazione di Seaford, prendere l’autobus che vi porta al Seven Sisters Park Center e da lì imboccare il sentiero fino alle scogliere, raggiungere Birling Gap e il faro di Beachy Head. Da lì potete riprendere l’autobus e tornare alla stazione di Seaford. Il percorso ridotto dura circa 8 km, calcolate 3-4 ore a seconda delle soste.
Dovrete saltare i Coastguard Cottages, ma tutto non si può fare.
In tutti gli articoli che avevo letto prima di intraprendere quest’escursione in giornata, veniva consigliato di partire da Seaford e andare verso Eastbourne. Il tratto da Beachy Head a Eastbourne viene descritto come il meno scenografico. Io non l’ho percorso quindi non ve lo so dire con certezza ma mi fido di chi l’ha scritto.
Se siete stanchi, potete usufruire degli autobus che passano sulla strada che costeggia la scogliera. Sono le linee 12, 12X e 12A che collegano Brighton a Eastbourne, con tappa a Seaford. La linea 13X si avvicina più alla costa (una fermata è proprio sotto al Belle Tout Lighthouse). Consultate questo sito per gli orari.
Se invece volete organizzare l’escursione alle Seven Sisters in giornata da Londra, i treni partono da Victoria Station. I treni vanno sempre prenotati con grande anticipo per godere delle tariffe migliori. Se viaggiate in famiglia, io vi consiglio di fare la Family and Friends Railcard. Vi dà diritto a tantissimi sconti e ve la ripagate già con un paio di viaggi. Tanto per darvi un’idea, quando da Edimburgo siamo stati a York in giornata in treno, avevamo risparmiato 150 euro circa.
Non ci sono punti di ristoro lungo il tratto che abbiamo percorso, se non a Birling Gap dove troverete anche lo shop. Noi qui abbiamo preso scones con clotted cream e marmellata prima di ripartire alla volta dell’Italia. Dopo i 18 km percorsi ce li meritavamo!
Questo è uno dei trekking costieri più belli che io abbia mai percorso. Diciamo che sta sul podio insieme alla penisola di Gower in Galles e alla passeggiata tra Craster e Dunstanburgh Castle in Northumberland. Se amate questo genere di paesaggi, ve lo consiglio di cuore.
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