Questa è una delle escursioni più popolari perché è quella in cui potrete scattare una delle foto simbolo delle Isole Faroe. Se la gioca alla grande con l’altro faro delle Isole Faroe (sembra uno scioglilingua), quello di Mykines.
Sto parlando dell’escursione al faro di Kallur (Kallur Lighthouse) sull’isola di Kalsoy. Questo è il faro che mi ha fatto capire che forse non è vero che non soffro di vertigini. Non ho paura a salire in cima a una torre o a camminare su un ponte tibetano, ma vi assicuro che quando sotto di te hai dirupo e mare senza una parvenza di rete di sicurezza, la prospettiva cambia totalmente.
ll sentiero in cresta che porta al point of view
Questo è il punto in cui ho provato, tutto insieme, un misto di paura, adrenalina e soddisfazione. Qui ho avuto una fifa incredibile e allo stesso tempo ho voluto mettermi alla prova. Ma solo perché ero con la guida che mi ha davvero aiutata facendomi sentire un pochino più sicura. Su quanto per me sia fondamentale affrontare alcune escursioni alle Isole Faroe con una guida tornerò più avanti nel corso del post.
Gli argomenti del post
Inizio subito col dirvi i dettagli pratici, così capite se è un’escursione che può fare per voi o se la lettura è del tutto inutile.
Distanza totale del sentiero a piedi: 5 km circa andata e ritorno
Tempo di percorrenza del sentiero fino al faro: 3 ore circa prendendovela comoda, con tantissime soste foto.
Tempo totale dell’escursione: calcolate 8 ore dal momento in cui salite sul traghetto (attesa esclusa) al momento in cui riscendete al ritorno. Oltre al faro, tappa obbligata alla statua della donna foca.
Pranzo al sacco e acqua: essenziali. Non partite senza. L’isola ha 4 villaggi minuscoli, non ci sono negozi, solo un piccolo chiosco a Trøllanes che vende davvero pochissime cose. Dovete portare con voi tutto il necessario.
Meteo: fondamentale partire con meteo favorevole. L’escursione non è difficile, se l’ho fatta io potete credermi. Il problema è il terreno che può essere sconnesso e fangoso e la combinazione nebbia e vento che può davvero essere pericolosa. Non prendetevi rischi inutili.
Bambini: noi eravamo con la guida che ha vietato assolutamente ai bambini di arrivare al point of view da cui si vede il faro nella sua veste migliore. Sotto i 14 anni l’ha proprio sconsigliato. Quindi se siete con bambini piccoli, magari nello zaino, valutate bene. Potete arrivare fino al faro tranquillamente ma NON oltre.
Traghetto: è un’impresa per cui dovrete avere molta pazienza ed essere disposti ad alzarvi molto presto.
L’isola di Kalsoy è chiamata anche l’isola flauto per la sua forma lunga e stretta. Che la fa sembrare, appunto, un flauto. Il nome Kalsoy deriva da Kallur (uomo) e oy (isola). Kalsoy è quindi l’isola uomo mentre la sua vicina Kunoy è l’isola donna (da kona-donna)
Il primo passo da compiere per affrontare l’escursione al faro di Kallur è arrivare a Kalsoy. Che può sembrarvi banale ma, credetemi, non lo è affatto. Ci sono pochi traghetti che partono da Klaksvik (in alta stagione al mattino ce ne sono tre il lunedì, il mercoledì e il venerdì, due il martedì, il giovedì e il sabato e uno la domenica, qui trovate l’orario completo). I residenti e coloro che lavorano sull’isola hanno, com’è giusto che sia, una corsia preferenziale. Non c’è modo di prenotare un posto a bordo in anticipo, questo significa che chi prima arriva meglio alloggia. Ci si mette pazientemente in coda fino al momento in cui si sale a bordo di quello che è a tutti gli effetti un traghetto anche se sembra più un peschereccio. Eppure, non si sa come, a bordo ci stanno ben, udite udite, 17 macchine. Solo noi e i nostri amici avevamo 3 macchine, più una la guida. Capite che basta davvero poco per non trovare posto.
Il consiglio fondamentale è arrivare al porto con parecchio anticipo. Noi abbiamo preso il traghetto delle 8 del mattino e per essere lì alle 7 ci siamo alzati alle 5.30. Volevamo essere sicuri di salire e davanti a noi c’erano già residenti. Se non riuscite a salire, vi tocca aspettare il traghetto successivo che, in alcuni giorni, è alle 10. Questo significa che comincerete a mettervi in marcia non prima delle 11.30.
Una cosa importante da tenere a mente è che prenotare un’escursione guidata non vi dà garanzia di trovare posto sul traghetto. La guida vi prenderà al momento in cui attraccherete a Syðradalur.
La traversata dura 20 minuti e difficilmente riuscirete a scendere dall’auto. Se volete stare fuori, dovrete farlo prima di salire a bordo. Si paga a bordo con contanti. Avevamo letto che si poteva pagare anche con carta di credito ma, al momento del viaggio (agosto 2019) questa opzione non era disponibile. Il costo è di 40 DKK (poco più di 5 euro) per gli adulti, 20 DKK per bambini dai 7 ai 15 anni e per gli over 67. La tariffa per l’auto è di 160 DKK (circa 21 euro). Questi sono i prezzi di tutti i traghetti per le isole di Fugloy, Svínoy, Kalsoy, Nólsoy, Sandoy and Skúvoy. Per Mykines e Suðuroy valgono altre tariffe.
Nel caso in cui non riusciste a salire sul traghetto con l’auto, potreste valutare di salire come passeggeri a piedi e prendere poi l’autobus (che è un minivan un filino ingrassato) che in 35 minuti vi porterà al parcheggio di Trøllanes. Che è poi il punto da cui si parte per l’escursione al faro. Personalmente con i bambini non è un’opzione che considererei. Dovreste portarvi dietro un sacco di cose di cui potreste aver bisogno dopo l’escursione (vestiti asciutti, cambio calze). Ma chiaramente se l’alternativa è rinunciare del tutto, allora vada per il passaggio a piedi e il minivan.
Non so per quanto il sistema rimarrà così. Credo che le cose cambieranno con la crescente popolarità di Kalsoy, soprattutto dopo che, nel 2021, sarà uscito il prossimo film di James Bond No Time to Die, girato su quest’isola. Staremo a vedere.
Una volta arrivati a Syðradalur non vi resta che seguire l’unica strada che vi porterà a Trøllanes. Dovrete superare 4 tunnel, di cui un paio lunghi un chilometro e uno interminabile lungo più di due chilometri. Forse i tunnel faroensi meritano un post a parte, sono un’esperienza, diciamo, pittoresca. Strettissimi, buissimi, con alcune rientranze per dare la precedenza. Ma se non vi accorgete in tempo dell’auto che sta arrivando dall’altra parte, vi tocca farvela in retro al buio. Only the brave.
Superati i tunnel, dopo una ventina di minuti approderete a Trøllanes dove parcheggerete l’auto per mettervi in marcia.
Qui trovate anche un bagno pubblico, utile sia all’andata che al ritorno. Per iniziare l’escursione dovrete superare un cancello rosso. La guida ci ha spiegato che bisognerebbe lasciare un’offerta perché la proprietà è privata. Nella quota che si paga per l’escursione, l’offerta è inclusa. Chiaramente al momento non lo fa nessuno. Si arriverà sicuramente ad avere un chiosco con i biglietti come per il lago Leitisvatn (quello dell’effetto ottico straordinario del lago che sovrasta il mare, per intenderci), gratuito prima di maggio 2019.
Non c’è un vero e proprio sentiero. Dovrete salire diagonalmente, mantenendo una pendenza più o meno regolare, a 45 gradi diciamo.
Evitate di rimanere troppo a valle (ovvero vicini all’oceano) o di salire troppo in cima. Se sarete con la guida non avrete problemi. Durante la camminata potrete godere di una vista a dir poco spettacolare sulle isole di Kunoy e Viðoy. Vi fermerete mille volte a fare un milione di foto, tranquilli nelle tre ore di tempo le foto sono comprese.
A un certo punto vedrete il faro, bianco e rosso. Va detto che il faro in sé non è spettacolare anche perché è basso e di dimensioni modeste. Ma il contesto lo rende una delle cartoline mentali più belle che porterete a casa dalle Isole Faroe.
Fino al faro il sentiero non presenta grandi difficoltà né pericoli. Anche se costeggiate l’Atlantico, il tracciato non è esposto ed è fattibilissimo anche con i bambini (e per chi soffre di vertigini).
Ma una volta arrivati al faro vi chiederete come immortalare, con la macchina fotografica o con gli occhi, quello scenario che compare in ogni profilo Instagram di chi è stato alle Isole Faroe. Quello che probabilmente vi avrà convinto a scegliere queste isole come meta delle vostre vacanze.
Questo è lo scenario da cartolina che vi farà venire le lacrime agli occhi.
E a questo punto le cose si fanno complicate. Se siete adulti e non soffrite di vertigini avete una chance. Altrimenti non allontanatevi dal faro. Noi senza guida non ci saremmo mai avventurati.
Lui, Rani, mi ha letteralmente presa per mano, mi ha invitato a non guardare nulla se non i suoi piedi, a fissare lo sguardo solo sui suoi scarponi.
Io e Rani, la soddisfazione negli occhi
Procedete soltanto se vi sentite assolutamente sicuri e se le condizioni meteo lo consentono. Non deve spirare un filo di vento e non dev’esserci nebbia. Non sono raccomandazioni eccessive, credetemi. La vita non vale una foto. Se la volete come screensaver, scrivetemi e ve la mando volentieri.
Per quanto mi riguarda la risposta è sì. Se mi seguite sapete che io amo viaggiare in maniera indipendente ma in molti casi amo anche affidarmi alle guide che possono fare la differenza. Ci sono luoghi che prendono anima solo se qualcuno che ci vive te li racconta. E ci sono luoghi che solo una guida ti può far esplorare in totale sicurezza.
Nel caso del faro di Kalsoy, la guida ad esempio ci ha sconsigliato vivamente di procedere in cresta verso l’altro point of view da cui si vede il faro lateralmente. Qualche giorno prima, infatti, alcuni turisti erano rimasti bloccati per il terreno troppo scivoloso.
A maggior ragione, con bambini al seguito la guida è a mio avviso indispensabile. Durante tutta l’escursione ha raccontato (in inglese) storie avvincenti che hanno appassionato anche i più piccoli. E quando abbiamo visitato Mikladadur con la statua della donna foca, i suoi racconti animati, le scenette recitate e i segreti che ha condiviso con noi hanno fatto davvero la differenza.
Rani poi ci ha raccontato tantissimi aspetti culturali di Kalsoy e delle Isole Faroe, un plus non da poco.
Mentre siete diretti a Trøllanes o sulla via del ritorno dopo l’escursione al faro di Kallur, fermatevi nel piccolo villaggio di Mikladalur per ammirare la statua della donna-foca, Kópakonan.
Qui Rani ci ha raccontato la commovente leggenda di questa donna, una storia che appartiene alla tradizione non solo faroense ma anche islandese e scozzese. Si dice che le foche siano in realtà esseri umani che, durante una notte all’anno, si liberano dalla pelle di foca e festeggiano sulle spiagge, danzando fino all’alba.
Un uomo vide una donna bellissima danzare e decise di rubarle la pelle per non farla più tornare in mare. I due si sposarono ed ebbero dei figli e l’uomo continuò a tenere la pelle di foca della donna in un baule chiuso a chiave. L’uomo portava sempre la chiave appesa al collo proprio perché temeva che la donna decidesse di riprendere le sue sembianze di foca. Ma un giorno uscì dimenticando la chiave a casa e al suo ritorno la moglie era sparita. Era tornata foca e si era tuffata in mare.
La storia prosegue e si tinge di sangue. Senza entrare nei dettagli, l’uomo, furente, uccide il maschio foca compagno di sua moglie e i loro piccoli di foca. La donna-foca si vendica e la sua ira si scatena su tutto il villaggio.
La statua della donna-foca, alta più di due metri e mezzo, è una tappa irrinunciabile a Kalsoy, soprattutto con i bambini.
E sempre a Mikladalur potete leggere un’iscrizione con la storia di Marjiun, ragazza rimasta incinta in un’epoca in cui era considerato un crimine punibile con la morte. Qui potete anche provare a sollevare la sua pietra, i più piccoli si divertiranno ad ascoltare la storia.
L’abbigliamento deve essere da trekking, adeguato al clima. L’escursione al faro di Kalsoy richiede scarponcini impermeabili. Sono molto utili anche i bastoncini da trekking, soprattutto se, come nel mio caso, soffrite di mal di schiena. Vestitevi a strati e siate pronti a ogni fenomeno atmosferico. Nello zaino non deve mai mancare una mantella o un buon k-way (la mantella modello base Decathlon, ve lo dico subito, con il vento che soffia da queste parti è praticamente inutile)
Con la nebbia, non mi stancherò mai di ripeterlo, non avventuratevi e non partite. Se la nebbia vi coglie lungo il percorso non muovetevi e aspettate che si diradi.
Non ci sono case lungo il percorso né punti di ristoro, quindi portate tutto l’occorrente con voi. Un thermos con del tè caldo non deve mai mancare in questo tipo di escursioni.
Giocate sempre d’anticipo. Segnatevi anche gli orari del traghetto per il ritorno e arrivate per tempo. Nel nostro caso, noi siamo stati gli ultimi a salire sul traghetto, la guida è rimasta a terra e ha dovuto aspettare un’ora e mezza per il traghetto successivo. Calcolate benissimo i tempi.
Non ci sono molti alloggi a Kalsoy e non vi consiglierei di sceglierla come base proprio per la questione traghetto. Potete pensare di passarci al massimo una notte per vedere il faro di Kallur all’alba o al tramonto. Oppure potete pensare di soggiornare a Klaksvik per non dovervi alzare troppo presto al mattino.
Per prenotare una guida potete rivolgervi al sito ufficiale di Visit Faroe Islands oppure potete cercare un’escursione guidata sul sito hiking.fo. Calcolate che il costo si aggira intorno ai 350 euro per una famiglia. Lo so, è tanto. Ma è l’unica cosa su cui io non risparmierei un centesimo in un itinerario alle Isole Faroe. Se volete rivolgervi alla mia stessa guida, vi lascio l’indirizzo e-mail per contattare direttamente Rani Nolsøe: raninolsoe@me.com
Però se volete c’è una cosa troppo figa che alle Isole Faroe costa davvero pochissimo. Per bilanciare le spese, diciamo.
Vi rimando infine all’articolo dedicato a come organizzare un viaggio alle Isole Faroe per altre informazioni utili.
Buon viaggio! Se capitate da quelle parti pensatemi intensamente, mi sembrerà di essere con voi. Tra quei paesaggi che, per me, sono la quintessenza della meraviglia.
Se mi leggete da un po', sapete con quanto entusiasmo io vi proponga sempre i…
Questo è uno di quegli articoli a cui, se bazzicate da diverso tempo qui, siete…
È possibile esplorare le Cotswolds senza auto? Con qualche piccolo accorgimento sì, vi racconto come…
Non ho volutamente pubblicato questo articolo un anno fa, quando per l'anniversario di Jane Austen…
La famiglia reale da sempre esercita un grande fascino sulla sottoscritta e non solo ovviamente.…
Il mio viaggio di Natale nel Peak District è stata una piacevolissima conferma di quello…
This website uses cookies.
Read More
View Comments
Cara Letizia, grazie per le tue "recensioni" che si stanno rivelando molto utili in questi giorni in cui sto pianificando il mio viaggio alle Faroe (partenza il 16.08).
Capisco che la discriminante sia il tempo, ma se tu dovessi scegliere tra Kallurin e Mykines, cosa sceglieresti?
Grazie.
Mauro.
Ciao Mauro, scusa se ti rispondo così tardi, purtroppo vedo solo ora il tuo commento. Sarai già di ritorno, spero che il viaggio sia andato bene. Perdonami ancora.
p.s. avrei scelto Kallurin perché Mykines è ancora per metà inaccessibile.
Ciao Letizia,
io e la mia ragazza stiamo cercando di organizzare il viaggio alle faroe e ci piacerebbe molto fare la camminata di kalsoy, anche la parte "pericolosa". Ho letto che tu consigli la guida (cosa che in ogni caso valuterò) ma è NECESSARIA nel caso in cui si volesse attraversare la parte più adrenalinica? te lo chiedo giusto per capire. Considera che noi abbiamo fatto trekking abbastanza spinti (trolltunga in norvegia penso sia un buon esempio). Detto questo non lo chiedo perchè voglio assolutamente evitare in tutti modi di avere una guida, la vita vale più di un passaggio adrenalinico,
Grazie mille.
Ciao Davide scusami ero in viaggio e mi sono persa il tuo commento. Allora chiaramente io ho parlato per persone non esperte e soprattutto con figli al seguito. In realtà fino alla parte più adrenalinica non ce n'è strettamente bisogno, ma dopo io non avrei mai potuto senza. Se tu invece sei abituato w e te la senti, allora puoi procedere in autonomia. C'erano diverse persone senza guida. Diverso il discorso con Mykines a mio avviso. Lì il tempo cambia davvero molto velocemente e se scende la nebbia non vedi nemmeno il sentiero (cosa che accade anche a Kalsoy ma non è mai esposto fino al punto incriminato). Ti auguro uno splendido viaggio, sono certa che lo sarà. Buona giornata
ciao, magnifico reportage, ma in che paese è?
Alle Isole Faroerr, Danimarca