Il mio viaggio di Natale nel Peak District è stata una piacevolissima conferma di quello che già sospettavo. Ovvero che il Peak District fosse bellissimo.
Perché parliamo tutti di overtourism, eppure vogliamo comunque vedere tutti gli stessi posti. È normale, è umano. Se in un posto ci vanno tutti, vuol dire che merita. Ma se vi dicessi che questa è un’alternativa meno “famosa” (tra noi italiani, s’intende) delle Cotswolds? Che sono meravigliose, intendiamoci. Io stessa ci sono stata più volte e ci tornerò.
Ma passeggiando lo scorso inverno tra le vie dei villaggi del Peak District, praticamente deserte, mi sono chiesta: “com’è possibile che qui non ci venga nessuno?” (sempre di italiano, perché gli inglesi ovviamente il Peak District lo conoscono benissimo).
Da lì mi è balenata l’idea di portarvici io. Per un viaggio natalizio che regala grandissime emozioni. Villaggi che sembrano usciti da una fiaba, castelli addobbati in maniera impeccabile. E poi la meraviglia di Chatsworth House, quella sì che è piena di gente. Perché oggettivamente è di una bellezza unica e sotto Natale lo è ancora di più.
Gli argomenti del post
Geolocalizziamoci: dove sta il Peak District?

Foto presa dal web
Dove si trova il Peak District? Un pochino più sotto rispetto al più famoso Lake District, se siete pratici di Regno Unito.
Altrimenti prendete Manchester, guidate un’oretta verso sud-ovest e vi ritroverete tra colline, rilievi di una certa dignità e villaggi in pietra.
Il Peak District è esattamente come le Cotswolds, è un po’ come dire la Tuscia, non corrisponde precisamente a una contea o una regione ma è una macro area geografica (nonché il primo National Park del Regno Unito) che si estende su cinque contee: Derbyshire, Staffordshire, Cheshire, South Yorkshire e Greater Manchester.
La maggior parte della superficie del Peak District si trova nel Derbyshire che è bellissimo. E se non vi fidate delle mie parole, allora date retta a Jane Austen che nel capitolo 8 di Orgoglio e Pregiudizio scrive esattamente così:
In Inghilterra non c’è luogo più bello del Derbyshire
E dopo esserci stata posso confermare che la bellezza è davvero indiscussa e oggettiva. parola di Jane.
Il Derbyshire e Jane Austen
Spesso il Derbyshire viene inserito negli itinerari letterari dedicati a Jane Austen perché c’è effettivamente un legame tra questa zona e la celebre scrittrice.
Pemberley, la splendida dimora di Mr Darcy, si trova infatti nel Derbyshire. Ed è probabile che Jane Austen si sia ispirata a Chatsworth House proprio per descrivere la Pemberley del romanzo. Del resto la Austen si trovava in viaggio nel Derbyshire nel 1811, quando stava rivedendo il romanzo.
Senza volermi paragonare alla cara Jane, vi assicuro che per me è stato un momento molto emozionante avvicinarmi a Chatsworth House, è stato come rivivere in parte le sensazione di Elizabeth Bennett. Vi lascio alle sue parole (capitolo 43)
Salirono per circa mezzo miglio e si ritrovarono in cima a una collina dove il bosco terminava e lo sguardo era immediatamente attratto da Pemberley House (…) a cui si accedeva da una strada piuttosto ripida e tortuosa. Era una costruzione in pietra, graziosa ed elegante, che si ergeva su un’altura ed era protetta alle spalle da una fila di colline boscose. (….) Elizabeth ne rimase incantata: non aveva mai visto un luogo tanto dotato dalla natura, con una bellezza naturale così poco contaminata da un gusto maldestro. (….) Elizabeth ebbe tutto il tempo di meravigliarsi del luogo in cui si trovava.
Si rimane davvero senza parole davanti a Chatsworth House, ve lo garantisco.
Lyme Park e Chatsworth House
Se Chatsworth house è presumibilmente la Pemberley del romanzo e ha fatto da sfondo al film di Orgoglio e Pregiudizio del 2005, c’è anche un’altra Pemberley, quella usata invece come setting per la serie di Pride and Prejudice del 1995 (quella con Colin Firth, quindi la migliore). Si tratta di Lyme Park, una sontuosa residenza situata sempre nel Peak District ma nel Cheshire.
Confesso che ho raggiunto Lyme Park in auto, come prima tappa del mio viaggio nel Peak District. Pioveva, era quasi sera, la luce non era ottimale. E ho pensato: qui devo tornarci a piedi, camminando nello splendido parco. Non ho visitato l’interno della casa di Mr. Darcy (aperto solo nella stagione estiva e in determinati periodi dell’anno) ma solo il parco con i cervi liberi è una meraviglia assoluta. Che un pochino ricorda Windsor Park. Dicono che per avere un vero e proprio coup de coeur bisogna arrivare a Lyme Park a piedi, magari raggiungendo la stazione ferroviaria di Disley da Manchester. Vi rimando a questo bellissimo articolo di Laura Bartoli, una delle mie certezze quando si parla di Ottocento e Regno Unito.
Nel viaggio che ho pensato di fare con voi, arriveremo a Lyme Park con autista privato. Ma, meteo e voli permettendo, ci prenderemo del tempo per passeggiare e ammirare questa meraviglia.
Ci prenderemo invece assolutamente tutto il tempo del mondo (anche sotto la pioggia) per arrivare a Chatsworth House a piedi. Perché quella sensazione unica di veder spuntare la dimora non posso non farvela vivere. E poi ovviamente visiteremo gli interni addobbati per Natale, semplicemente spettacolari.
Chatsworth House è storicamente la dimora del Duke of Devonshire, titolo che dal ‘500 appartiene alla famiglia Cavendish. Era duchess of Devonshire Georgiana Spencer. Se ve lo state chiedendo, sì il cognome non è una coincidenza. Si tratta di un’antenata di Diana Spencer, nata anche lei ad Althorp come la principessa del Galles. Se vi interessa la sua storia, guardatevi il film “The Duchess” con Keira Knightley (dovrebbe essere su Prime).
Tornando indietro nel tempo, Chatsworth House è legata a una figura di cui mi sono innamorata proprio durante il viaggio nel Peak District e di cui vi racconterò morte e miracoli: Bess of Hardwick. La donna più potente dopo la regina Elisabetta I, in epoca Tudor.
Insomma due dimore che hanno tanto da raccontare e che suscitano meraviglia.
Hardwick Hall: la casa dei Malfoy
Confessione d’obbligo. Bess l’ho conosciuta durante il viaggio, prima ignoravo la sua figura e la sua rilevanza storica. Quindi ad Hardwick Hall ci sono andata solo e semplicemente per un motivo: vedere casa Malfoy. Perché se mi leggete da un po’ sapete che inseguire i luoghi di Harry Potter è uno dei miei passatempi preferiti, sia a Londra che nel resto del Regno Unito. L’ultima emozione forte l’ho provata alla tomba di Dobby in Galles.

Ma al di là dei Malfoy, Hardwick Hall è splendida, ha un bellissimo parco, un caffè e uno shop, da perfetta tradizione British. In più durante il periodo natalizio ospita il natale elisabettiano, il cosiddetto Wintertide. Purtroppo lo scorso anno siamo arrivati il giorno in cui stavano allestendo gli interni e non sono potuta entrare. Ma ho sbirciato dalle finestre e ho visto meraviglie. Ad Hardwick Hall a Natale bisogna per forza andarci.
Haddon Hall a Bakewell
Haddon Hall a Natale ha suggellato il mio colpo di fulmine per il Peak District. Merita ovviamente una visita tutto l’anno, ma la dimora in perfetto stile Tudor diventa una vera e propria bomboniera nel periodo natalizio grazie all’evento Mercatum dove tantissimi artigiani mettono in vendita le loro creazioni.
Ci siamo portati a casa souvenir di tutto rispetto, tra cui non so quante candele che ogni volta mi ricordano la meraviglia di quel giorno. Parco e ponticello sul fiume completano l’opera.
Ovviamente una visita a Bakewell è d’obbligo. Questo è uno dei villaggi più conosciuti del Peak District (quello dove sicuramente abbiamo incontrato più turisti) anche perché qui la grande attrazione è The Old Original Bakewell Pudding shop che da oltre 160 anni sforna il Bakewell pudding, in sostanza un dolce di sfoglia con marmellata di fragole e un topping di zucchero, uova e mandorle.
I villaggi più belli del Peak District
I villaggi del Peak District sono di una bellezza commovente. La quintessenza della campagna inglese. Case in pietra, pub storici, tanto verde. Quell’apparente nulla che invece è tutto.
I miei preferiti? Difficile scegliere perché tutto è influenzato dal momento in cui si vive l’esperienza. Di certo so che Tissington e Milldale mi hanno smosso dentro, così come Eyam e la passeggiata nel bellissimo parco. Se penso all’Afternoon Tea gustato arrivando a piedi da Chatsworth House, credo che quello sia stato l’apice dell’esperienza.
Girare per questi villaggi richiede necessariamente un’auto. Ci sono autobus che collegano i centri ma non passano la domenica e spesso si riducono a una corsa al giorno.
Se poi si ha un po’ di tempo, ci sono diversi trekking molto belli. Io mi ero segnata il Mam Tor, forse il più famoso, con una vista davvero mozzafiato. Ma l’ideale è beccare una giornata di meteo favorevole, cosa che a novembre non è così scontato.
Mi rimane il desiderio di tornare anche in altre stagioni per non perdermi alcune chicche che mi sono segnata.
Partiamo insieme?
Potete ovviamente esplorare il Peak District da soli, è necessaria l’auto a noleggio. Gli alloggi che sognavo, a ridosso di Chatsworth, hanno prezzi davvero proibitivi ma chissà? Magari un giorno riuscirò a soggiornare nel mio cottage dei sogni. Che ho fotografato da mille angolazioni. Noi abbiamo soggiornato in un appartamento qui. Molto carino, da 4, ma questo è stato il primo viaggio non in formazione completa. Vi avevo raccontato qui le mie riflessioni e i miei timori.
Qui mi piacerebbe venire in viaggio con voi, magari il prossimo anno. Un gruppo ristretto, un autista privato che ci porti comodamente da un villaggio all’altro, tutto il tempo del mondo per vivere questi luoghi, sentendoli davvero. Ovviamente non mancheranno Afternoon Tea e Sunday Roast.
Avrei voluto organizzarlo per questo novembre, ma sto finendo il mio corso per accompagnatrice turistica per avere il patentino, pensavo di riuscire a farcela prima. E non partirei MAI con voi in viaggio senza avere un patentino che attesti che posso farlo. Paranoie? Forse. Ma sappiate che in giro c’è di tutto, credo sia il minimo affidarsi a qualcuno che dal punto di vista professionale questa cosa può farla.
Se avete voglia di venire con me, scrivetemi una mail in privato. Sarete i primi a conoscere tutti i dettagli. Per l’autunno 2026 a questo punto.
Come ho concepito questo viaggio? Come una coccola. Per staccare totalmente dalla frenesia natalizia. Per concedersi 5 giorni di quiete prima della corsa ai regali. O, ancora meglio, per farsi un regalo. Che io sono sempre della filosofia meno oggetti più esperienze.
So che qui ci sono tante mamme con figli piccoli, per cui è impensabile in questo momento prendersi del tempo lontane dalla famiglia. E sono totalmente d’accordo con voi. Non l’avrei fatto nemmeno io.
Ma so che sono ancora di più le mamme con figli adolescenti che hanno voglia di concedersi un sogno. O meglio, una coccola. Visiteremo tutte le dimore, ci fionderemo nell’atmosfera natalizia, ci strafogheremo (con moderazione, dai) di scone e clotted cream, ma soprattutto ci riempiremo il cuore di bellezza e di atmosfera British. Visitando una zona a cui magari non avreste mai pensato ma che, ve lo prometto, vi incanterà.
Un viaggio che nella mia testa ho pensato per le donne (mamme o no non ha alcuna importanza), per sorseggiare una tazza di tè davanti a un camino acceso mentre vi racconto un po’ di cose o vi leggo alcune pagine che sto selezionando e insieme riflettiamo e chiacchieriamo (volendo anche in inglese, perchè no?). Ma ovviamente gli uomini sono bene accetti, non sentitevi esclusi.














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