Gran Bretagna

Salire sul Big Ben, una delle esperienze più emozionanti da fare a Londra

Salire sul Big Ben era nella wish list da tanto tempo, forse addirittura da prima che si potesse. E ora che il Big Ben è tornato bello e scintillante, in seguito all’accurato restauro durato cinque anni che l’ha visto ingabbiato e decisamente poco fotogenico, poterlo ammirare dal basso non mi bastava più.

Ecco perché, appena è stato possibile, mi sono fiondata sul sito con tutta l’ansia tipica di questo genere di prenotazioni, e ho cercato un biglietto per salire. O meglio quattro biglietti, in contemporanea a un’amica che ne acquistava cinque (il massimo numero di acquisto per persona è otto). Nove biglietti per una delle mie giornate a Londra, le mie fughe che reputo necessarie per il mio benessere psicologico. Non tanto fisico, perché solitamente il giorno dopo sono uno zombie che cammina, ma tutta la fatica vale assolutamente l’esperienza.

Il Big Ben è tornato più bello che mai, con il blu originale dell’epoca vittoriana che scintilla accanto all’oro e al bianco accecante dei quadranti. Insomma una vera e propria meraviglia che non lascia indifferenti. E che dall’alto vale un biglietto aereo.

Big Ben o Elizabeth Tower?

Quando qualcuno un po’ spocchioso, saccente e wanna-be-acculturato vi correggerà al vostro dire “ho fatto una foto sotto il Big Ben” dicendo che il nome vero è Elizabeth Tower, vi suggerisco la risposta che ci ha dato la guida durante la nostra visita.
il nome ufficiale del campanile, al momento, è Elizabeth Tower. Ma nessuno usa mai questo nome. Anche i londinesi doc lo chiamano Big Ben, per cui state sereni. Big Ben sia.

[aperta parentesi – Eventualmente, se volete essere ancora più puntigliosi, potete sfoderare le vecchie conoscenze letterarie e dire che chiamarlo Big Ben implica l’uso di una figura retorica particolare, la sineddoche, ovvero quando si indica una parte per il tutto. E così diamo anche un senso ai tanto bistrattati studi letterari, poco remunerativi e cool in base alla logica del mondo moderno – chiusa parentesi. Amen.]

In sostanza Big Ben è la campana, non il campanile. Che prima del 2012 si chiamava semplicemente The Clock Tower, una banalissima torre dell’orologio, tipo torre campanaria. Poi, in omaggio a Elisabetta II e al suo Diamond Jubilee il Big Ben è stato ribattezzato in Elizabeth Tower.

Sull’origine del nome Big Ben ci sono due teorie, una più fondata e una più fantasiosa e oggettivamente meno probabile. Ma lascio che sia la guida a raccontarvela.

Il campanile svetta accanto a Westminster Palace, la sede della House of Lords e della House of Commons. In realtà in tempi molto passati, qui c’era un altro campanile che poi è andato distrutto. Anche il palazzo di Westminster fu distrutto quasi completamente da un incendio nel 1834. Rimase quasi intatta, miracolosamente, la Westminster Hall, che è tra l’altro il punto di incontro per l’inizio della salita sul Big Ben (oltre a essere la sala che tutti ricordiamo dalle immagini TV, qui era esposto il feretro della regina Elisabetta, una targa lo testimonia).

Dopo la ricostruzione del palazzo in seguito all’incendio, si decise di aggiungere una torre. Con tanto di gara di appalto. Ma anche questi dettagli ve li racconterà bene la guida.

Il restauro del Big Ben ha voluto riportare i colori originali dell’epoca vittoriana. Quindi dopo la visita guidata noterete anche dal basso tutti i dettagli e i vari colori. Vi dico solo che può essere utile ripassare quali sono i simboli del Regno Unito: la Rosa Tudor (poi sulla storia della Rosa Tudor potremmo aprire un capitolo) per l’Inghilterra, il porro per il Galles, il cardo per la Scozia e il quadrifoglio per l’Irlanda.

Ah, anche l’Italia ha dato il suo contributo alla bellezza di questo campanile, ma anche di questo vi racconterà la guida (se direte che siete italiani). Ovviamente la guida parla inglese ma molto molto chiaro e ben scandito.

Visitare il Big Ben: 334 gradini verso la cima

Fin dal momento in cui prenoterete la data per salire sul Big Ben, vi resterà ben impresso un numero. 334. Sono i gradini che dovrete salire per raggiungere la cima del campanile. Vi arriverà anche una mail qualche giorno prima per chiedervi nuovamente se siete davvero sicuri di potercela fare. Al momento della visita poi vi controlleranno le scarpe (ovviamente no tacchi, no sandali o ciabatte), se non sono adatte non vi faranno salire. E vi chiederanno nuovamente se ve la sentite di affrontare l’impresa.

Sono sincera, questo allarmismo è un tantino ingiustificato, crea un’ansia abbastanza inutile. Capisco che siano indicazioni necessarie, ma se ce l’ho fatta io può farcela praticamente chiunque. Non sono la persona più atletica dell’universo, mai stata. Cammino abbastanza ma detesto le salite, di qualunque genere. Detto questo, salire sul Big Ben per me non è stato difficile. Nemmeno paragonabile a salite decisamente più challenging come quella alla cupola di St. Paul (per cui i gradini sono molti di più, quasi il doppio) o alla cupola di San Pietro. O a quella di tante torri che vi sarà capitato di conquistare nei meravigliosi borghi del Belpaese.

Sarete anche scoraggiati dal salire sul Big Ben se soffrite di claustrofobia o di vertigini. Anche in questo caso, la scala non è stretta come viene raccontata e due amiche che soffrono parecchio di vertigini qui non hanno avuto alcun problema. Ovviamente è sempre tutto soggettivo, ma nulla per me è paragonabile – lo ripeto – alla Cupola di San Pietro. E non immaginatevi nemmeno le scale di legno di qualunque torre medievale o campanile vi siate mai trovati a salire. Immaginate una scalinata più simile a quella all’interno di un faro, con corrimano a cui aggrapparsi e nessuna sensazione di vuoto o strapiombo.

Il pass visitatori, giallo per il Big Ben, arancione per Westminster Palace. Se farete entrambe le visite vi verranno dati entrambi. E poi dovrete riconsegnarli

In sostanza, se soffrite di una patologia grave, ovviamente valutate la visita. In caso contrario, se non avete particolari problemi di salute, vi troverete a salire circa 130 gradini per volta e poi a fermarvi e a sedervi per ascoltare la guida che racconta un pezzo di storia di questo campanile. Quindi tutto davvero molto gestibile.

Altra raccomandazione che vi ferrà fatta in inverno: portare sciarpa, guanti, cappello. Dipende dalla giornata che beccate. Il vento tira, inutile negarlo, ma nulla che un cappuccio ben imbottito della giacca non possa riparare. Diciamo che il vento delle Isole Faroe è un’altra cosa.  L’indicazione a coprirsi vale anche nei più caldi, quando si gira in maglietta. In questo caso, in cima portatevi una felpa con cappuccio.

Vi verranno dati dei tappi per le orecchie da indossare una volta in cima, quando vi appresterete ad ascoltare il rintocco della campana, preceduto dal Westminster Chimes, la melodia che risuona prima del rintocco. Anche su questa melodia la guida ci ha raccontato una storia interessante, che spiega come l’autore del Chimes non avesse tanta voglia di sprecarsi troppo. Ecco perché il Westminster Chimes è esattamente identico al Cambridge Chimes.

Il fascino che provo ad ascoltare queste storie nemmeno ve lo sto a spiegare!

Si possono fare fotografie sul Big Ben?

Non si possono fare fotografie, né video. Dovrete lasciare il cellulare negli armadietti. A noi hanno proprio controllato che lo riponessimo. Confesso che una foto in alto avrei voluto farla e non vale nemmeno il consiglio di “godersi le cose alla vecchia maniera”. Perché anche con la macchina fotografica, una foto l’avrei scattata.

Detto questo, è la regola. Non fate i furbi anche perché sarete controllati a vista. Godetevi il racconto, la bellissima esperienza e il panorama. Senza l’ansia di dover mostrare al mondo ciò che i vostri occhi hanno ammirato. Il che non guasta anche ai fini di chi l’esperienza deve viverla. Non avrete nessuno spoiler, nemmeno visivo.

La visita al Big Ben è solo in inglese?

Sì, la visita al Big Ben è solo in inglese. Ma le guide in questo genere di attrazioni sono sempre molto brave. Certo, un pochino di inglese va capito, ma la guida parla piano, molto scandito e usa parole semplici anche per spiegare i vari meccanismi. Non avrete grosse di difficoltà.

Come prenotare la salita sul Big Ben

In generale in UK vale la regola di prenotare le cose con larghissimo anticipo. Non sempre però funziona così. Ci sono alcune attrazioni per le quali bisogna beccare il giorno giusto e basta.

Per salire sul Big Ben il giorno giusto per prenotare è il mercoledì. O meglio il secondo mercoledì del mese. Tipo oggi, il 12 marzo 2025.

L’apertura delle prenotazioni è dalle ore 10 in punto, orario inglese (ore 11 in Italia). E oggi, 12 marzo, potete prenotare i biglietti di tre mesi dopo, ovvero di giugno. Questo il link a cui dovete collegarvi.

Il 9 aprile per luglio, il 14 maggio per agosto, l’11 giugno per settembre e così via. Se siete a Londra a dicembre per ammirarla in versione natalizia, segnatevi il 10 settembre.

E siate piuttosto celeri nell’acquisto. Calcolate che, quando abbiamo prenotato noi – a novembre per febbraio – a fine giornata i posti erano quasi tutti terminati.

Posso salire sul Big Ben con i bambini?

La risposta è no. I bambini sotto gli 11 anni non possono salire. Sul sito è scritto ben chiaro che a chi si presenta con bambini sotto gli 11 anni verrà impedita la salita e il biglietto non verrà rimborsato. 

Non importa che abbiate figli atletici che probabilmente arriverebbero in cima prima di voi, questa è la regola.

Quanto costa salire sul Big Ben?

Il costo dal 1 aprile 2025 subirà una lieve maggiorazione, di 5 sterline per tutti. Quindi visitare il Big Ben costerà 35£ (circa 37 euro) a persona per gli adulti, £20 per bambini e ragazzi dagli 11 ai 17 anni.

Che cosa comprende il biglietto del Big Ben? Oltre alla salita sul Big Ben se sarerte fortunati come nel nostro caso, potete visitare sia la House of Lords che la House of Commons. La visita è possibile quando le due camere sono in sessione. Se, per motivi di tempo e di orari di chiusura delle camere, vi chiederanno di scegliere, la House of Lords è decisamente più scenografica. Nel caso possiate visitare le camere, dovrete restituire il Visitor pass giallo e vi verrà dato quello arancione.

Consiglio utile. Potendo scegliere, ascoltare i 12 rintocchi di mezzogiorno è l’ideale. Per farlo, dovete scegliere l’orario di visita delle 10.45. Noi avevamo la visita alle 13.45 e ci siamo beccate i tre rintocchi delle 15.

Quanto dura la visita al Big Ben?

Per la durata della visita al Big Ben calcolate in tutto, comprese le due camere se ne avete occasione, tre ore circa. La sola salita al Big Ben dura 90 minuti. Ma dovrete arrivare mezz’ora prima per superare i controlli in stile aeroporto e lasciare gli zaini negli armadietti. E calcolare del tempo aggiuntivo per visitare eventualmente le camere, o fermarvi allo shop (che tra l’altro chiude alle 16). Non incastrate la visita in modo da essere di fretta, potreste pentirvene.

Altre info utili

Potendo scegliere, ascoltare i 12 rintocchi di mezzogiorno sarebbe l’ideale.

Per farlo, dovete scegliere l’orario di visita delle 10.45. Noi avevamo la visita alle 13.45 e ci siamo beccate “solo” i tre rintocchi delle 15.

L’ingresso per la visita è al Cromwell Green Visitor Center, troverete i cartelli che vi indicano la posizione intorno alla cancellata, dovrete seguire tutto il perimetro fino all’entrata.

Andate assolutamente a fare pipì. Perché i bagni sono bellissimi. Per gli amanti di Harry Potter sarà un po’ come andare a trovare Mirtilla Malcontenta, io ve lo dico. Potremmo quindi, con un pizzico di fantasia, annoverarli tra i luoghi di Harry Potter da vedere a Londra.

Se siete nuovi in città, questo itinerario dedicato a cosa vedere a Londra in 4 giorni è stato plurirodato e ha ricevuto diversi apprezzamenti tra i lettori che l’hanno trovato molto utile nella pianificazione.

Last but not least. Se, come nel nostro caso, vi serve un posto dove pranzare, il pub The Red Lion è vicinissimo al Big Ben. Fish and Chips ottimo. Che non era esattamente l’ideale prima di salire i gradini, ma la salita ha aiutato a digerire, mettiamola così.

Non mi resta che augurarvi buona salita. E chiamatelo pure Big Ben. Però non Big Bang, quello è un’altra cosa 🙂

letiziadorinzi

Letizia, classe 75, tre figli di 13, 12 e 8 anni e una passione innata per il Nord e la natura sconfinata. Ho più foto nella neve che in costume e queste ultime, qui, non le vedrete mai :). Non chiamatemi blogger ma cantastorie.

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