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Roma, di più con meno

Roma per me è un po’ una seconda casa e lo sta diventando anche per i miei figli.

Per loro ormai è tradizione trascorrere le feste nella Capitale e il fatto di poterci tornare spesso è sicuramente una grande fortuna.

Ci sono rituali stabiliti dai quali è impossibile sottrarsi.

Piazza San Pietro con i piccioni, Piazza Navona con gli artisti di strada, il mercato di Campo dei Fiori (sì, ci piace il mercato!), la monetina da gettare nella fontana di Trevi (anche se Matteo quest’anno mi ha detto: “mamma ma perché dobbiamo lanciarla in acqua? Tanto sappiamo già che torniamo a Pasqua. La metto nel salvadanaio, è meglio!), il buco della serratura del portone del priorato dei Cavalieri di Malta da cui si vede la cupola di San Pietro, la bocca della verità, i gatti a Largo Argentina e il Gianicolo.

Queste sono le mete a cui non vogliamo e non sappiamo rinunciare, poi ogni volta si aggiunge qualcosa di nuovo a seconda della stagione e della festività. Un presepe o una gita in bici a Villa Pamphili. Una passeggiata a piedi per i Fori Imperiali o le armi di Castel Sant’Angelo. Il laghetto dell’Eur con l’Hanami o il planetario.

Quest’anno ci siamo concessi una visita guidata studiata ad hoc per i più piccoli. La guida è stata bravissima e ha intrattenuto bambini dai 4 anni in su nei sotterranei di una chiesa che non avevo mai visitato e, se devo essere sincera, nemmeno mai notato.

Perché Roma è così. Ti vizia.

Sei talmente assuefatto dall’antico da non accorgerti di quello che ti circonda. La visita era perfettamente a tema perché si trattava della Basilica di San Nicola in Carcere, quindi di Santa Claus, ergo Babbo Natale. E la guida ha spiegato come l’esistenza di Babbo Natale sia scientificamente documentata e chi non ci crede… beh è uno sciocco!

Ma le visite, le escursioni, gli ingressi ai musei… tutto ha un costo. E Roma si sta adeguando allo standard straniero.

Da una parte è rincuorante, vuol dire che ci stiamo svegliando, che forse abbiamo capito che la nostra economia non può non basarsi sulle ricchezze del nostro Paese.

Se in Gran Bretagna ci fosse il Colosseo, probabilmente l’ingresso costerebbe dieci volte tanto.

D’altro canto, però, 26 euro per il museo dei 100 presepi o per una visita guidata sono troppi per una famiglia, soprattutto di questi tempi.

Da qui una riflessione. Abbiamo davvero bisogno di tutte queste attività per rendere attraente una città? Roma da sola non basta?

 

Sì che basta, eccome.

I miei bimbi hanno passato mezz’ora ad arrampicarsi su una colonna romana e a fare su e giù dalla scalinata dell’Aracoeli.

Io so per certo che non posso rinunciare ad andare a zonzo, sarebbe come chiedermi di vivere in apnea, ma sono anche consapevole del fatto che in questo momento è difficile concedersi il di più.

E allora basta paranoie.

Rilassiamoci.

Godiamoci la città così, con semplicità, a costo zero.

Beh forse a Roma mi risulta facile, non ho l’ossessione di dire “Chissà poi quando ci torno!”

 

letiziadorinzi

Letizia, classe 75, tre figli di 13, 12 e 8 anni e una passione innata per il Nord e la natura sconfinata. Ho più foto nella neve che in costume e queste ultime, qui, non le vedrete mai :). Non chiamatemi blogger ma cantastorie.

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