Spopolano ovunque. Gli show multimediali che mostrano le opere d’arte in maniera suggestiva. Ci si immerge nei colori, nelle tele, i quadri prendono vita, si possono toccare e calpestare. Lo so cosa pensano i puristi di queste mostre, che poi mostre non sono. Chiamiamoli spettacoli. I puristi gridano allo scandalo. Perché di fronte a un quadro vero l’entusiasmo non è così palpabile. Non sempre almeno. A volte solo gli intenditori e gli studiosi sanno cogliere sfumature che ai più sfuggono.
Ma del purismo ce ne facciamo poco, soprattutto in quest’epoca. Lo scrivevo anche qui. Nel periodo storico in cui ci troviamo credo sia urgente un’immersione nell’arte, in ogni sua forma. Educare al bello è una delle nostre responsabilità in quanto genitori. Io me la sento addosso. Ho sempre cercato di esporre i miei figli a ogni forma d’arte, dalla musica al teatro. Ho cercato di suonare il più possibile il pianoforte in casa per far capire loro il sacrificio che sta dietro una musica ben eseguita. Li ho portati, fin da piccolissimi, a mostre e musei non per darmi un tono da snob ma perché non volevo arrendermi alla mania dilagante (e aberrante per quanto mi riguarda) dei pomeriggi al Centro Commerciale.
Credo fortemente che il bello, in ogni sua forma, vada promosso, a prescindere. Anche sotto forma di uno show multimediale dove di pittorico c’è poco.
In questo post scrivevo a caldo le mie riflessioni, se volete leggerle.
Con questa premessa infinita ma obbligatoria, vi racconto l’ultimo spettacolo immersivo a cui abbiamo assistito. Il Giudizio Universale di Michelangelo all’Auditorium in via della Conciliazione a Roma, uno show bellissimo, realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani.
Lo scopo delle installazioni multimediali è proprio quello di suscitare stupore e meraviglia.
E di seminare un piccolo germoglio di curiosità e di ammirazione per i grandi artisti che hanno reso immenso il nostro Paese, ovunque nel mondo. La Cappella Sistina vera i miei figli non l’hanno ancora vista ed è una grave mancanza, ma purtroppo capitiamo a Roma sempre durante le festività e non ho voglia di trovarmi sommersa dalla folla. Diciamo che ho dato loro un assaggio immersivo, si sono intrattenuti con la storia di Michelangelo. E quando si troveranno con gli occhi all’insù a osservare il capolavoro dal vivo, spero che l’attimo si fissi meglio nel loro cervello. Anche grazie allo spettacolo visto e assimilato.
Comodamente seduti nel teatro ci si prepara ad ammirare quella che può essere definita una sorta di opera teatrale arricchita di effetti speciali. Proiezioni immersive, performance dal vivo con attori in carne e ossa che interpretano Michelangelo e il Papa, balletti e musiche coinvolgenti, effetti scenici davvero suggestivi.
Si vedono tutte le immagini del giudizio universale ingigantite sulle pareti e sul soffitto del teatro.
I dettagli degli affreschi prendono vita, la Cappella Sistina -non è l’originale siamo tutti d’accordo – lascia comunque di stucco. E la narrazione segue un filo logico che consente di conoscere la vita di Michelangelo, i suoi dubbi, i suoi turbamenti. L’artista viene umanizzato e calato nel contesto storico.
In 60 minuti viene raccontata la sua carriera e la nascita di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte italiana ma azzarderei mondiale. Un racconto emozionante e appassionante per tutti. Non solo per i bambini.
Il Giudizio Universale all’Auditorium di via della Conciliazione a Roma è il primo spettacolo permanente in Italia. Le repliche si susseguono durante tutto l’anno, il calendario viene aggiornato con 150 giorni di anticipo. I biglietti possono essere comprati direttamente sul posto ma se vi trovate nella capitale durante le festività o i ponti vi consiglio di acquistarli online sul sito ufficiale, (diffidare di altri canali, questo è l’unico autorizzato. Nel sito si specifica che i biglietti acquistati tramite Viagogo NON fanno parte del circolo ufficiale).
Per tutte le repliche del sabato pomeriggio ore 17.00, del giovedì ore 21.00 e della domenica ore 11.30 e 17.00, è possibile usufruire di una promozione speciale per le famiglie: riduzione fino al 20% per gli adulti / bambini 5-13 anni 5 euro / ragazzi under26 10 euro (prezzi validi acquistando contestualmente almeno 1 biglietto adulto e 1 bambini o ragazzi).
Esistono inoltre tante altre convenzioni con alcune carte, dalla tessera del FAI a Ikea Family. In questo caso però bisogna acquistare i biglietti direttamente in cassa. Per i dettagli sugli sconti e su tutte le convenzioni valide ecco il link di riferimento.
Lo spettacolo è in italiano (la voce di Michelangelo è quella di Favino) ma non è parlatissimo: la narrazione in tutto dura meno di 15 minuti. Per gli stranieri è possibile usufruire del servizio audioguide con traduzione simultanea al costo di 5 euro
Lo show dura circa un’ora ma il tempo scorre velocemente anche perché si sta comodamente seduti sulle poltrone del teatro. Lo spettacolo non è propriamente per bambini, questo non significa che i più piccoli non ne rimangano affascinati. Ci sono però alcune scene di buio totale e giochi di luci che possono risultare un po’ inquietanti per i piccolissimi.
Personalmente consiglierei lo show a partire dai 6-7 anni di età, ma non esiste un limite. Ognuno conosce i propri figli.
Per informazioni e prenotazioni, questo è il sito di riferimento.
Via della Conciliazione è quel viale immenso che, più o meno da Castel Sant’Angelo, arriva dritto dritto in piazza San Pietro. L’Auditorium, mantenendo di fronte la Basilica, si trova sulla destra quasi all’inizio della via. Per arrivarci vanno bene tutti i mezzi che arrivano a San Pietro. Potete trovarli su Google Maps o ancora meglio sulla app Moovit che vi indica come arrivare da A a B con il trasporto pubblico. A Roma comunque vale, forse più che in ogni altra città, la regola di andare a piedi. Per fare un esempio, partendo dal Colosseo per arrivare in via della Conciliazione con i mezzi pubblici ci vogliono 32 minuti, a piedi 39. Certo, sono 3 chilometri ma Roma è Roma. E ammirarla in ogni suo angolo non ha prezzo.
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