Isole Faroe

L’isola di Mykines alle Faroe: tra pulcinelle di mare, faro e case con i tetti d’erba

8 Settembre 2019
Mykines pulcinelle di mare

Una delle foto più belle che ho scattato alle Isole Faroe è questa in cui ho immortalato una pulcinella di mare.

Pulcinella di mare a Mykines

E perciò a lei dedico il primissimo post su queste isole ostiche e inafferrabili già dal nome. Fær Øer. In inglese Faroe Islands, con una pronuncia molto simile all’espressione Fairy Islands ovvero isole da fiaba.

Case con il tetto di erba a Mykines

Perché da fiaba lo sono davvero, ti aspetti da un momento all’altro di veder spuntare una creatura immaginaria, un drago, un folletto. Il paesaggio a tratti è talmente magico e surreale che qui goblin e fate ci starebbero alla perfezione.

Paesaggio isole Faroe

Per restare in tema fantastico, immaginate un gigante che un giorno decide di fare una passeggiata intorno al mondo – beato lui che lo può fare – e con un balzo parte dalla Scozia o dalla Norvegia e raggiunge l’Islanda.  Nel saltare, perde i sassolini che aveva in tasca, 18 per la precisione. Le Isole Faroe sono proprio quei sassolini. 18 isole fuori dal mondo, sperdute in mezzo a quel triangolo immaginario i cui vertici sono proprio Islanda, Scozia e Norvegia.

Partiamo dalla foto, dunque. Un puffin ovvero pulcinella di mare, grande protagonista di una delle escursioni più gettonate e allo stesso tempo più complicate da organizzare per chi sceglie di avventurarsi da queste parti.

Pulcinelle di mare a Mykines

L’isola di Mykines.

Scherzando sui social, ironizzavo sull’importanza delle vocali. Perché il 21 di agosto nell’immaginario collettivo di gran parte dell’italianità era più logico approdare a Mykonos. E invece no, siamo stati a Mykines, con le vocali al posto giusto.

A Mykines ci si va principalmente per le pulcinelle di mare (n.d.a. brevissima digressione, sarebbe più corretto scrivere I pulcinella di mare, dal nome pulcinella che resta invariabile in italiano. Focus Junior, in casa nostra la Bibbia a cui far riferimento, li chiama così, al maschile. Ma sono accettate entrambe le versioni, il femminile mi piace di più abbiate pazienza. In alternativa li chiamerò puffin che suona ancora meglio ed evitiamo il problema). Che poi è vero, i puffin non stanno solo su quest’isola. Ma se altrove bisogna essere fortunati, qui c’è proprio una colonia immensa, impossibile non vedere questi buffissimi uccelli che ricordano vagamente i pinguini.

Pulcinelle di mare a Mykines

Le pulcinelle di mare sono visibili già nel primo tratto dell’escursione, con il villaggio sullo sfondo.

Pulcinelle di mare a MykinesIl primo incontro l’avevamo avuto lo scorso anno in Northumberland e ci erano già sembrate tantissime. A Mykines sono ancora più numerose, la visione è talmente emozionante che solo un “wow” può descriverla.

Colonia di pulcinelle di mare a Mykines

Migliaia di puffin, scenari da urlo, un faro a fine percorso e un viaggio in barca abbastanza avventuroso per raggiungere l’isola.

Faro di Mykines

Hólmur Lighthouse a Mykines

Mykines è tutto questo con in più un villaggio che spesso viene snobbato e che invece è molto scenografico.

Villaggio di Mykines

Villaggio di Mykines

Villaggio a MykinesTutti elementi che rendono l’escursione indimenticabile. Per me ancora di più: era il giorno del mio compleanno.

Mykines: l’escursione fino al faro e le pulcinelle di mare

AGGIORNAMENTO ESTATE 2021: il ponte che porta a Mykineshólmur, cioè poi al faro in fondo all’isola, è chiuso per manutenzione fino a settembre 2021. Questo significa che potrete arrivare sull’isola e vedere i puffin ma non raggiungere il faro. 

Siamo approdati a Mykines in una giornata nebbiosissima, con il mare arrabbiato e tutti i dubbi del caso. Arrivati al porto abbiamo trovato la guida ad aspettarci, una signora di mezza età molto ottimista. Non vedeva il problema. Noi un pochino sì. La pioggia orizzontale, il vento che rendeva inutile qualunque mantella, la nebbia che impediva la visuale a un metro. “Tranquilli seguitemi senza problemi”.

Mappa Mykines escursione al faro

Il primo tratto (da 1 a 2 nella mappa) è uno dei più faticosi ed è subito all’inizio, neanche il tempo di capire bene cosa stai facendo. Con la pioggia orizzontale, lo ricordo.

Pioggia e nebbia a Mykines

Guadagnato il primo piano, i puffin erano già lì, visibili anche nella nebbia.

Mykines escursione per vedere i puffin

Li abbiamo visti tutti quanti, noi e le altre due famiglie in viaggio, ma da qui in poi il vento era forte, la pioggia incessante, il sentiero stretto e le bambine più piccole sono volute riscendere, infreddolite e spaventate. Hanno trascorso la giornata al villaggio, gustando un ottimo hamburger nell’unico café del villaggio, divertendosi al minuscolo parco giochi e correndo in libertà. Noi abbiamo proseguito nella nebbia, con la guida che continuava a tranquillizzarci. Abbiamo raggiunto il punto panoramico (3 nella mappa) da cui si sarebbe dovuto vedere il faro in tutta la sua bellezza. Il nulla. Ancora nebbia.

Pecore a sbarrarci la strada a Mykines

Da qui il sentiero si fa più avventuroso, si scende da una scalinata di terra (fango nel nostro caso) reggendosi alla corda. Con la nebbia eravamo avvolti in una nube grigia, con il sole saremmo stati a strapiombo sul mare. E a questo punto anche i bambini più grandi hanno mollato e sono tornati indietro. Da quel momento in poi il faro non l’abbiamo più nemmeno nominato, conquistando metro per metro senza farci illusioni. La guida ci ha consigliato di procedere per tratti, lei sempre molto tranquilla e ottimista, noi un po’ meno ma ci siamo fidati, anzi affidati sarebbe il termine giusto. Dal punto panoramico fino al ponte di ferro a strapiombo sul mare (da 3 a 4 sulla mappa) abbiamo proceduto ammirando i puffin a ogni angolo, pulcinelle di mare ovunque.

Pulcinelle di mare a MykinesColonia di pulcinelle di marePulcinelle di mare ovunque

Uno spettacolo naturale che lascia senza fiato e che vale ogni goccia di sudore spesa per arrivare fin qui, ogni conato di vomito in mare con le onde in burrasca, ogni goccia di pioggia che ti entra nel collo facendoti rabbrividire. Da commozione, lo giuro.

Ponte sospeso sul mare a Mykines

Superato il ponte è una passeggiata. Si sale fino a raggiungere il sentiero che, in costa, consente di arrivare al faro. Sempre avvolto nella nebbia, sempre immerso in ogni sfumatura di grigio.

Il faro immerso nella nebbia

Finché …  la meraviglia. Lo scrivevo qui.

Il cielo si è aperto a una velocità impressionante, lasciando scorgere ogni dettaglio, ogni contorno.

Casa vicino al faro a Mykines

Un tempo le case accanto al faro erano tre, in una ci abitava, da bambino, il marito della nostra guida. Quando la vita a Mykines è diventata troppo dura e si è reso necessario un trasferimento, le case sono state smontate, portate alla capitale e ricostruite esattamente identiche a com’erano qui. Per non dimenticare le origini, per non dimenticare quest’isola meravigliosa ma poco ospitale.

Escursione al faro a MykinesFaro a MykinesVista mozzafiato dal faro a Mykines

Tutto ha preso vita, come in un quadro a cui al primo schizzo vengono finalmente aggiunte pennellate di colore. Verde, blu, rosso, bianco. Il villaggio sullo sfondo, le scogliere, le case. E lui, il faro. Finalmente visibile in tutta la sua bellezza. Il punto più occidentale delle Isole Faroe.

Faro di Mykines

Da lì, guardando a nord-ovest, l’Islanda. Non sono mai stata brava a camminare in montagna, ero sempre l’ultima anche da ragazza. Arrivavo a fatica quando gli altri avevano già sbranato due panini e si divertivano a giocare mentre io cercavo di riprendere fiato. Non ricordo di aver mai provato una soddisfazione simile, per nessuna vetta raggiunta. Perché qui non era solo questione di determinazione e forza di volontà ma di congiunzioni astrali, meteo, condizioni che non dipendevano solo ed esclusivamente da me.

Costa dal faro di Mykines

La costa frastagliata di Mykines

Faraglioni a MykinesPecore al faro di Mykines

E sì, ce l’ho fatta. Ci sono riuscita. Ed è stato intenso, emozionante, magico.

Mykines: il percorso in breve

Qui vi riporto in breve i tratti corrispondenti a salite e discese per darvi un’idea della difficoltà dell’escursione, indicata come di media difficoltà.

Lunghezza totale: 7-8 chilometri circa

Tratto 1-2: tutta salita

Tratto 2-3: quasi totalmente in pianura con alcuni punti esposti

Tratto 3-4: discesa con parecchi punti esposti fino al ponte sospeso

Tratto 4-5: salita iniziale poi pianura fino al prato.

Al ritorno tutto al contrario, ovviamente. I tratti più faticosi a livello di fiato sono stati 1-2 all’andata e 4-3 al ritorno.

Tempo di percorrenza totale: 4 ore circa ma con bambini al seguito solo per metà e con sosta breve al faro.

Da 2 a 4 puffin ovunque, in particolare da 3 a 4 non saprete nemmeno dove girarvi per guardarli tutti.

Pulcinelle di mare a Mykines

Pulcinelle di mare a Mykines

Puffin a Mykines

Mykines: come raggiungere l’isola

Raggiungere Mykines, l’isola delle pulcinelle di mare, per i turisti è possibile solo dal 1 maggio al 31 agosto. L’estate infatti è la stagione in cui il mare è meno burrascoso (non oso immaginare fuori stagione) e coincide anche con il periodo in cui le pulcinelle di mare affollano l’isola. Negli altri mesi l’accesso ai visitatori è vietato, tenetene conto se scegliete di visitare le isole Faroe in un’altra stagione.

Pulcinelle di mare a MykinesPulcinelle di mare a Mykines

Mykines è un’isola senza collegamenti via terra e, come tale, può essere raggiunta solo via mare o via aria.

Il traghetto per Mykines parte dal porto di Sørvágur  sull’isola di Vagar (partenze giornaliere – più o meno, poi vi spiego perché). Le partenze verso l’isola sono due: 10.20 e 16.20.  Lo stesso da Mykines direzione Sørvágur, una al mattino intorno alle 11.10 l’altra alle 17.05. I turisti che scelgono l’escursione in giornata si affollano tutti inevitabilmente sul traghetto delle 10.20 in andata e su quello delle 17.05 al ritorno. Avrete quindi circa 6 ore a disposizione, di cui dovete calcolarne almeno 4 per compiere l’escursione fino al faro. Con i bambini piccoli saremmo stati molto tirati con i tempi, valutate bene.  In alternativa potete raggiungere anche solo il punto panoramico e ammirare le pulcinelle di mare, ne vale comunque la pena.

Pulcinelle di mare a Mykines

E se non c’è nebbia la vista sul faro è bellissima.

Vista sul faro dal punto panoramico

Vista sul faro dal punto panoramico.

Il costo per il biglietto di andata e ritorno è di 120 DKK (circa 16 euro) per gli adulti e 60 DKK per i bambini dai 7 ai 15 anni (circa 8 euro). Il passaggio è gratuito per i più piccoli. Il traghetto trasporta solo passeggeri e ha una capacità di circa 90 persone per cui è fondamentale prenotare con largo anticipo per non rimanere delusi.

Il sito da cui prenotare è questo (inattivo nel periodo in cui l’isola è irraggiungibile). Riceverete una mail di conferma che vale come biglietto. Il giorno del viaggio dovete semplicemente recarvi all’imbarco del traghetto e dire il nome con cui avete prenotato.

Un altro modo per raggiungere l’isola è l’elicottero. Io ci ho provato ma è davvero difficilissimo riuscire a prenotare (mi sono rifatta con un giro in elicottero su un’altra isola, ve ne parlerò in seguito). L’elicottero, come scrivevo sui social, è economico, una rarità da queste parti. Qui gli elicotteri vengono utilizzati come mezzo di trasporto per i locali e per i soccorsi ma è concesso anche ai turisti approfittarne.

Il problema è il sistema di prenotazione. Si può prenotare il passaggio in elicottero solo una settimana prima della data desiderata (a partire dalla mezzanotte, io avevo anche puntato la sveglia ma non ce l’ho fatta comunque). Inoltre non è possibile fare andata e ritorno da un’isola in giornata, per i turisti è consentita una sola tratta al giorno. Questo significa che dovrete comunque prenotare il traghetto sia per l’andata che per il ritorno per non rischiare di rimanere bloccati su Mykines, se volete visitare l’isola in giornata.

Anche ammesso di essere fortunatissimi e di riuscire a prenotare uno degli otto posti disponibili sull’elicottero per l’andata (da Vagar a Mykines), difficilmente trovereste ancora posti per il ritorno in traghetto con solo sette giorni di preavviso.

Il mio consiglio perciò è quello di tentare la sorte solo ed esclusivamente avendo già la prenotazione del traghetto per l’andata e il ritorno in mano. Con la consapevolezza che la tratta in elicottero rappresenterà una spesa aggiuntiva al viaggio già pagato. Ma il costo per l’elicottero è davvero irrisorio, 145 DKK per gli adulti, circa 20 euro. Si può fare, insomma.

Per prenotare l’elicottero, andate sul sito di Atlantic Airways (la compagnia di bandiera delle isole Faroe).

Mykines: la tassa per le escursioni

Tutti i visitatori che arrivano sull’isola e che vogliono camminare devono pagare una tassa, la hiking fee obbligatoria. La tassa serve per conservare i sentieri e preservare la natura dell’isola,  quindi direi che la si paga volentieri. Quando prenoterete il traghetto, vi arriverà dopo qualche giorno via mail anche il promemoria per pagare la tassa. Potete farlo subito o aspettare fino all’ultimo momento, collegandovi al sito prima di imbarcarvi. Opzione che vi consiglio, tra poco vi spiego perché.

Hiking fee obbligatoria a Mykines

Diversamente da quanto ho letto, non sempre la tassa vi viene richiesta appena imboccate il sentiero. Nel nostro caso i controlli erano oltre la metà del percorso, ma non vi dirò il punto esatto per non indurvi nella tentazione di non pagarla.

Il costo è di 100 DKK (13, 50 euro circa) per gli adulti e 50 DKK (6 euro circa) per i bambini dai 7 ai 15 anni (i più piccoli non pagano).

Mykines: bella, bellissima e a volte impossibile

Per raggiungere Mykines dovrete necessariamente prenotare per tempo. Ma soprattutto dovrete avere fortuna. L’escursione infatti viene cancellata molto spesso perché, se il tempo è particolarmente avverso, le onde alte non consentono l’attracco sull’isola. In caso di annullamento, verrete avvisati la mattina stessa via mail e il biglietto del traghetto vi verrà rimborsato nei giorni successivi. Potete quindi tentare la fortuna e sperare di trovare un posto il giorno dopo ma in alta stagione è davvero difficile. Le cancellazioni, essendo un evento non proprio raro, non danno accesso a una lista d’attesa preferenziale.

Villaggio Mykines

La dose di fortuna di cui dovete disporre è inversamente proporzionale alla lunghezza del vostro soggiorno. Se rimarrete due giorni, il fattore C giocherà un ruolo fondamentale. Se, come noi, rimarrete una settimana, avrete più chance.

Io ho fatto quella che pensavo fosse una pazzia ma non sono l’unica ad aver avuto questo pensiero (e ad attuarlo) quindi posso dirvi che resta, a mio avviso, l’unico modo per avere la quasi totale certezza di poter ammirare le pulcinelle di mare sull’isola.

Pulcinelle di mare a MykinesPulcinelle di mare a Mykines

Partendo dal presupposto che le prenotazioni possono essere disdette gratuitamente entro le 48 ore precedenti la visita, ho prenotato tre date, 21, 23 e 25 agosto. Incrociando le dita. Il 21 agosto il tempo era pessimo ma evidentemente normale secondo gli standard. Il 23 agosto invece l’escursione è stata annullata, quindi sarei stata rimborsata comunque.

Il 21 agosto, una volta salita a bordo del traghetto, ho cancellato le altre due escursioni.

E il momento ideale per acquistare online la hiking fee è proprio quello in cui avrete la certezza assoluta di essere in procinto di raggiungere l’isola. Potete pagarla anche appena sbarcati a Mykines ma non tutti i cellulari prendono.

Una volta approdati sull’isola potete ritenervi quindi fortunati, ma il fattore C non deve abbandonarvi. Non è remotissima l’eventualità che la barca del ritorno non parta, ogni anno capita che il mare sia talmente brutto (e non oso pensare quanto brutto) che i turisti siano costretti a pernottare sull’isola. Ho chiesto informazioni alla guida, succede un paio di volte a stagione. Nel caso, niente panico, pare che sull’isola siano perfettamente organizzati ed equipaggiati a fornire alloggio ai turisti. Per un attimo abbiamo perfino desiderato che ci accadesse, per provare l’esperienza. Dopo essere stati bloccati in Val Roseg per la neve, sarebbe stata un’altra di quelle avventure da raccontare.

Tenetene conto, se prendete medicinali salvavita portateli con voi ed evitate di prenotare l’escursione il giorno prima del volo di rientro in Italia. Non si sa mai.

Escursione a Mykines per ammirare le pulcinelle di mare: consigli utili

Il consiglio numero uno è di affidarvi a una guida. Senza la guida noi al faro non ci saremmo mai arrivati. Non perché sia complicato trovare il sentiero, avremmo potuto seguire semplicemente gli altri gruppi. Ma perché la nebbia e la pioggia ci avrebbero dissuaso e al primo punto esposto, non sapendo come procedeva il sentiero, saremmo tornati indietro. Non tutti i cellulari prendono, si rischia parecchio e, soprattutto con bambini al seguito, è davvero consigliabile avere a disposizione qualcuno che conosca l’isola alla perfezione. La nostra guida era la moglie del nipote dell’ultimo guardiano del faro. Ci ha raccontato bellissimi aneddoti, ci ha incoraggiato, ci ha dato tante informazioni sulle pulcinelle di mare e ha stabilito il passo in modo che fossimo di ritorno in tempo per il traghetto.

Escursione a Mykines

In realtà sia lei che l’altra guida che ci ha accompagnati in un’altra escursione di cui presto vi racconterò hanno detto che è obbligatorio avventurarsi su alcuni sentieri, Mykines inclusa, con una persona esperta del posto. Anche sul sito ufficiale si fa riferimento all’obbligo di intraprendere il sentiero che porta al faro in compagnia di una guida. Il fatto che tanti decidano di avventurarsi in maniera indipendente non significa che sia giusto farlo.

Le escursioni non sono economiche, va detto. Si parla di cifre importanti, sui 300-400 euro a famiglia a seconda del numero di componenti e del servizio pattuito. Ma a mio avviso è l’unico modo per poter essere davvero tranquilli e sicuri di arrivare in fondo. Ecco i siti consigliati dal sito ufficiale delle isole Faroe per prenotare l’escursione a Mykines:

62N
Go Local
Greengate Incoming
Guide to Faroe Islands
Heimdal Tours
Hiking.fo
Make Travel
MM Tours
Tora Tourist
Visit Mykines – local guide

Il secondo consiglio è di partire davvero ben equipaggiati, parlo dell’abbigliamento. Dedicherò un post all’argomento, così come ho fatto per il vestiario invernale per la Lapponia. La mantella primo prezzo Decathlon, per intenderci, alle Faroe non vi servirà a nulla. L’investimento in abbigliamento tecnico è una voce importante che dovete mettere in conto per intraprendere un viaggio da queste parti. Ma la soluzione è sfruttarlo al massimo, non solo per un’unica vacanza.

Il terzo consiglio è di portarvi un thermos di té caldo, snack, acqua a sufficienza e tutto quello di cui potete aver bisogno. Durante l’escursione non ci sono punti ristoro, sull’isola c’è solo il bar al villaggio.

Case a Mykines

Il quarto consiglio è per chi soffre di mal di mare e di vertigini. Nel primo caso munitevi di braccialetti, in barca sembrava di essere sulle montagne russe. Anche i sacchetti possono tornare utili. Per chi invece ha paura delle altezze, questa non è un’escursione molto indicata. Ma potete comunque arrivare ad ammirare le pulcinelle di mare, senza necessariamente percorrere il tratto 3-4 (forse il più difficile per chi soffre di vertigini) che vi consente di raggiungere il faro.

Che, per la cronaca, è visibile anche dal villaggio. Ma ce ne siamo accorti solo al ritorno quando la nebbia è sparita.

Concludo questo post immensamente lungo – ma spero altrettanto utile – ringraziando il sito Visit Faroe Islands  che mi ha supportata nell’organizzazione dell’escursione e ha risposto con infinita pazienza alle mie numerosissime domande.

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6 Comments

  • Reply Daniele 25 Novembre 2019 at 5:45 pm

    Visitate le magiche Faroe lo scorso anno per due settimane, bellissime davvero. La gita a Mykines è stata fortunata, abbiamo trovato una giornata splendida (tranne durante il viaggio in barca all’andata, con mare molto, molto mosso, vento e pioggia battente). Migliaia di puffin ovunque. Il percorso era rimasto chiuso per diversi giorni a causa delle condizioni climatiche, siamo stati molto fortunati a trovarlo aperto, anche se a dire la verità di tutte le persone presenti sulla barca, siamo arrivati al faro in meno di 8. Nel 2018 il trail era molto accidentato, soprattutto nel tratto che hai indicato con 3-4, (due persone sono cadute facendosi male ed è dovuto venire l’elicottero a riprenderle). Per fortuna, lo scorso inverno ci sono stati dei lavori per migliorare il percorso.

    • Reply letiziadorinzi 28 Novembre 2019 at 4:00 pm

      Che bello Daniele, sei stato fortunatissimo! Noi per fortuna ce l’abbiamo fatta ma davvero per un pelo. Su tre date prenotate, solo una è partita. Mi spiace che tra i bambini solo uno sia riuscito ad arrivare al faro ma le condizioni erano davvero pessime. In effetti ho visto tanta gente avventurarsi senza guida e tornare indietro perché il terreno con la pioggia era davvero molto scivoloso. Comunque merita tantissimo. Voglia di tornare lassù 🙂
      Grazie per essere passato di qui.

  • Reply Mario 23 Giugno 2021 at 2:27 pm

    Ciao Letizia, grazie infinite per aver condiviso la tua esperienza di viaggio, sono informazioni che mi stanno dando davvero una grossa mano ad organizzare il mio tour. Ti vorrei chiedere un parere: dal sito mykines.fo ho letto che il ponte per Mykineshólmur sarà chiuso fino a fine Settembre 2021 (io sarò lì nel mese di agosto), e quindi sarà possibile arrivare soltanto fino al punto 2 della mappa.
    Premettendo che ho seguito il tuo consiglio e prenotato l’escursione per 3 date differenti, pensi che valga comunque la pena trascorrere un’intera giornata alle Mykines, nonostante il tragitto venga “mozzato”? Per tua info, questo è l’avviso che ho letto sul sito:

    Note: The Birdge to Mykineshólmur is being changed, and due to this work, the path and the bridge to Mykineshólmur is closed, from May 25th until end of September 2021. You are allowed to hike to Á Rógvu (point 2 on the map).

    Ti ringrazio infinitamente per il tuo supporto e complimenti per il blog.
    Un caro saluto,
    Mario

    • Reply letiziadorinzi 2 Luglio 2021 at 10:56 am

      Ciao Mario, scusami tanto per la risposta tardiva. Allora, sicuramente arrivare al faro è un’esperienza unica (anche se poi il rischio di arrivarci con la nebbia è alto). Io ti direi così: se non hai mai visto le pulcinelle di mare da vicino allora sì, ne vale assolutamente la pena. Ce ne sono a migliaia ed è uno spettacolo. Se non hai problemi di budget vacci comunque, merita. Se invece per fare quest’escursione devi rinunciare a un’altra o comunque hai visto le pulcinelle altrove allora rimanda alla prossima volta alle Faroe. Perché, per quanto mi riguarda, ci sarà una prossima volta 🙂 Un abbraccio e poi fammi sapere

  • Reply Raffaella 27 Aprile 2022 at 5:53 am

    Ciao Letizia
    sto organizzando (tardivamente) un viaggio alle isole per luglio. Vorrei seguire il tuo consiglio e prenotare il traghetto per più giorni ma avrei bisogno di sapere come hai fatto con la guida, nel senso che non credo di poter dare anche alla guida tre diverse date. Tu come ti sei regolata?
    Grazie infinite per tutte le informazioni che hai messo nel tuo blog e complimenti.

    • Reply letiziadorinzi 27 Aprile 2022 at 7:52 am

      Ciao Raffaella grazie mille! Allora sono andata a riguardarmi tutte le mail perché non mi ricordavo benissimo come avevo fatto. Ma ti confermo che avevo prenotato la guida e l’escursione in un tal giorno. E poi avevo prenotato il traghetto altri due giorni. In quel caso ero d’accordo con la guida che, se il traghetto fosse stato annullato nel giorno della nostra escursione, se avesse avuto tempo mi avrebbe accompagnato in una delle altre due giornate, altrimenti nulla, sarei andata senza guida.
      Il nostro problema erano i bambini piccoli. E il meteo che comunque, quando sale la nebbia, non vedi nulla. Io senza guida con quelle condizioni meteo al faro non ci sarei arrivata. Ma se ci fosse stato un meteo accettabile, non avrei avuto problema. Per cui ti direi, incrocia le dita per il meglio, l’importante è riuscire ad arrivarci in qualche modo. Se non con guida, anche senza.
      Sarà un bellissimo viaggio 🙂

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